Ogni persona in Italia può disporre di circa 270
litri di acqua al giorno: 70 lt per usi igienici, 80 lt per pulizie personali,
40 lt per pulizie di casa, 30 lt per lavaggio biancheria, 30 lt per lavare
le stoviglie, 20 lt per lavare le cucine. Si tratta di consumi medi, che
comunque non includono due altre grandi aree: i fabbisogni agricoli e quelli
industriali.
Il lungo periodo di siccità di questi ultimi mesi, conseguenza
anche dei mutamenti climatici che stanno interessando la nostra epoca,
ha provocato e provoca difficoltà di approvigionamento idrico e
notevoli danni all'agricoltura.
La scarsità dell'acqua sta diventando un problema sempre
più grave e rende necessario sviluppare da parte di tutti
una nuova coscienza nel suo utilizzo, correggendo abituali comportamenti
che sovente comportano lo spreco di questa preziosa ed insostituibile risorsa.
L'acqua è un elemento indispensabile per la nostra sopravvivenza,
da essa dipende la nostra vita e tutti noi siamo chiamati in causa per
la sua difesa.
Da qui l'esigenza di un intervento di sensibilizzazione che non richieda
necessariamente, come già altri hanno osservato, un fiume di parole,
ma piccole gocce di consigli utili. |
| Ecco alcuni accorgimenti per fornire il proprio
contributo per la salvaguardia dell’ambiente riducendo il consumo di acqua
potabile e, di conseguenza, il costo della bolletta. |
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Riutilizzare l'acqua

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L’acqua di cottura della pasta è un
ottimo sgrassante per lavare le stoviglie senza uso esagerato di detersivo,
mentre l’acqua usata per pulire la frutta e la verdura può essere
riutilizzata per lavare l'auto o per innaffiare le piante e i fiori; a
questo proposito è bene ricordare che quest'ultima operazione va
eseguita la sera, quando il sole è calato e l’acqua evapora in misura
minore |
Meglio la doccia
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Il bagno nella vasca è molto piacevole e rilassante.
Ma per evitare lo spreco è preferibile fare la doccia: è
più veloce e riduce di un terzo i consumi |
Uso razionale degli elettrodomustici

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Per risparmiare acqua ed energia elettrica è opportuno
utilizzare la lavatrice e la lavastoviglie a pieno carico, diminuendo così
la frequenza dei lavaggi; attenzione anche alla temperatura: un lavaggio
a 30° consuma la metà dell’acqua di un lavaggio a 90°.
Quando si acquista uno di questi elettrodomestici è bene raffrontare
il consumo di acqua indicato dal costruttore e scegliere il prodotto che
garantisce un minor consumo: si risparmierà per anni senza rendersene
conto |
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In cucina

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Non è necessario lavare la frutta e la verdura
sotto l’acqua corrente, è sufficiente lasciarla a bagno con un pizzico
di bicarbonato; nella preparazione dei cibi vengono spesso imbrattate più
stoviglie del necessario; inoltre viene utilizzata una dose eccessiva di
prodotti chimici per la pulizia delle stoviglie e della casa, il che, oltre
a causare inquinamento dei corsi d’acqua, aumenta il consumo d’acqua necessaria
per il risciacquo. |
Controllo impianto
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Un rubinetto che gocciola, oltre ad infastidire, è
causa di un notevole spreco (90 gocce al minuto sono 4.000 litri di acqua
sprecata all’anno); con una corretta manutenzione si risparmia acqua e
denaro. |
Lo sciacquone

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Oltre il 30% dei consumi idrici domestici sono imputabili
allo sciacquone, poiché premendo il pulsante se ne vanno circa 10
litri d’acqua, non sempre necessari; sarebbe utile dotare lo scarico del
WC con moderni sistemi a quantità differenziata, da regolare a seconda
delle esigenze;anche nel caso dello sciacquone è importantissima
la manutenzione, considerato che un WC che perde può arrivare a
consumare 100 litri al giorno. |
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Il rubinetto

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Mentre ci si rade o ci si lavano i denti non è
necessario tenere il rubinetto costantemente aperto, ma solo per il tempo
necessario; così pure quando si lavano i piatti o ci si fa lo shampoo
si può raccogliere l’acqua in un contenitore o nel lavello e non
usare acqua corrente per tutto il tempo. |
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Il frangiflutto

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Un sistema semplice ed economico per risparmiare migliaia
di litri d’acqua all’anno è dato dall’installazione del frangigetto
o frangiflutto: una retina che arricchisce il getto con l’aria riducendo
la fuoriuscita di acqua |
Altri accorgimenti

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Con i rubinetti chiusi: il contatore generale non deve girare; in caso contrario, vi
è una perdita. Un foro di un millimetro in una tubatura, provoca in
un giorno, una perdita di 2.328 litri di acqua potabile. Quando si va in ferie o ci si assenta per lunghi periodi
da casa è buona regola chiudere il rubinetto centrale dell’acqua,
evitando così perdite e disagi dovuti a rotture impreviste nell’impianto. |
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ORDINANZA DEL SINDACO DI ADRIA
N. 79 del 19.07.2003
OGGETTO: Divieto dell’uso improprio dell’acqua
potabile.
IL SINDACO
Preso atto del perdurare delle anomale condizioni meteorologiche
con persistente stato di siccità che stanno determinando una situazione
di grave disagio per le difficoltà di approvvigionamento idrico;
Considerato che risulta di prioritaria importanza e indispensabile
la tutela dell’uso dell’acqua potabile a scopi alimentare, igienico e di
pulizia personale;
Ritenuto di dover regolamentare l'uso dell'acqua per
un periodo limitato, onde evitare problemi igienico-sanitari legati a carenza
di acqua potabile e a scarso afflusso della stessa nelle ore di massimo
utilizzo;
Visto il decreto n. 918 del 16 luglio 2003 del Presidente
della Regione Veneto con il quale viene dichiarato lo “stato di crisi”
ai sensi dell’art. 106 della L.R. 13 aprile 2001, n.11;
Visto il D.lgv 18.08.2000 n. 267;
ORDINA
con effetto immediato, e sino a quando non sarà
dichiarato cessato lo “stato di crisi”, di utilizzare l’acqua potabile
distribuita dall'acquedotto comunale esclusivamente per i soli
fini alimentari e igienico – sanitari ed inoltre per annaffiare gli orti
di uso familiare.
È quindi fatto divieto di usare l’acqua potabile
per annaffiare giardini, prati, fioriere o per lavare automobili
nonché per altri scopi voluttuari, compresa l’alimentazione
di piscine, fontane ornamentali e zampilli non a riciclo d’acqua.
È inoltre fatto divieto di annaffiare gli orti
di uso familiare dalle ore 17.00 alle ore 23.00.
Sono escluse dal divieto le attività commerciali
e di servizio.
I trasgressori saranno sanzionati ai sensi di Legge.
DISPONE
La revocata della propria precedente Ordinanza n. 64 del
24 giugno 2003 avente per oggetto: Limitazione dell’uso dell’acqua
potabile.
INVITA
I cittadini a contenere l’uso dell’acqua potabile,
evitarne gli sprechi e porre in essere comportamenti consoni al risparmio
idrico, quali , ad esempio, non lasciare i rubinetti aperti per tutto
il tempo delle operazioni di igiene orale, preferire per l’igiene personale
l’uso della doccia anziché il bagno, riparare i guasti che
provocano gocciolamento dai rubinetti o perdite dagli sciacquoni ed
evitare in tutte le operazioni di pulizia domestica l’uso indiscriminato
dell’acqua potabile.
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CARTA EUROPEA DELL’ACQUA
(promulgata a Strasburgo il 6 maggio 1968 dal Consiglio
d'Europa)
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Non c'è vita senz'acqua. L'acqua è un bene
prezioso, indispensabile a tutte le attività umane.
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Le disponibilità d'acqua dolce non sono inesauribili.
È indispensabile preservarle e, se possibile accrescerle.
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Alterare la qualità dell'acqua significa nuocere alla
vita dell'uomo e degli altri esseri viventi che da essa dipendono.
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La qualità dell'acqua deve essere tale da soddisfare
le esigenze delle utilizzazioni previste; ma deve specialmente soddisfare
le esigenze della salute pubblica.
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Quando l'acqua, dopo essere stata utilizzata, viene restituita
al suo ambiente naturale, essa non deve compromettere i possibili usi,
tanto pubblici che privati, che di questo ambiente potranno essere fatti.
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La conservazione di un manto vegetale, di preferenza forestale,
è essenziale per la salvaguardia delle risorse idriche.
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Le risorse idriche devono formare oggetto di un inventario.
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La buona gestione deve formare oggetto di un piano stabilito
dalle autorità competenti.
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La salvaguardia dell'acqua implica un notevole sforzo di
ricerca scientifica, di formazione di specialisti e di formazione del pubblico.
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L'acqua è un patrimonio comune il cui valore deve
essere riconosciuto da tutti. Ciascuno ha il dovere di economizzarla e
di utilizzarla con cura.
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La gestione delle risorse idriche deve essere inquadrata
nel bacino naturale, piuttosto che entro frontiere amministrative e politiche.
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L'acqua non ha frontiere. Essa è una risorsa comune
che necessita di una cooperazione internazionale.
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