L'anno millenovecentocinquantuno, il giorno nove del mese di dicembre, a ore 10.30 in Adria, nella Residenza Municipale.
(...)
DELIBERA N. 63 "Comunicazioni del Sindaco"
Prima di iniziare la trattazione del primo argomento all'ordine del giorno il Sindaco invita i Signori Consiglieri ad un minuto di raccoglimento per le vittime dell'alluvione e dà quindi lettura della seguente relazione:
"Dai rappresentanti della popolazione del Comune di Adria parte da questo Consiglio il saluto caldo e fraterno a tutti i profughi del Comune stesso, allontanatisi a causa dell'alluvione; saluto cordiale ed espressione di solidarietà da chi è in sede e si accinge ad affrontare il duro problema della ricostruzione di Adria e frazioni per fare in modo che il rientro sia il più rapido ed accogliente.
On.li Consiglieri, le forze maligne della natura hanno provocato un disastro immane nel nostro amato Polesine stendendo, dopo la devastazione, un grigiore di morte su queste nostre fertili ed ubertose campagne, tanto generosa, quanto più intensa, paziente e tenace era l'opera del modesto ed instancabile lavoratore.
Così nelle poche fabbriche, nelle officine, in ogni piccolo centro di attività artigiana, in ogni luogo ove era movimento e vita, per incanto, paurosamente e tragicamente con una brevità quasi impossibile, tutto si è paralizzato e si è spento.
Devastatrici le acque del Po hanno sommerso la Pianura Padana, foriere di disordine,
vittime, squallore.
Il nostro Comune purtroppo è stato travolto dalle acque e se anche
oggi qui nel centro della città la vita sociale ha ripreso una monotona e lenta
continuazione, ovunque si volga lo sguardo tutt'attorno è silenzio, squallore,
nell'immenso e tacito specchio delle acque.
Terribili momenti di angoscia, allorchè
la tempestività della sciagura è piombata nel territorio di Adria, dopo lunghi momenti
di apprensione e di orgasmo.
Tragiche scene di pericoli, grida di soccorso, di aiuto
e poi anche di disperazione perchè si sfuggiva alla morte e si fuggiva alla renfusa,
strappati talvolta dai cari e da ogni cosa, tutto abbandonando e piangendo; fanno
ritornare in chiara visione nella mente gli avvenimenti succedutisi fulmineamente e
giustificano grandemente taluni errori, se essi si possono qualificare, commessi in
quei tristi momenti.
Quasi totalmente la popolazione del nostro Comune ha lasciato la propria casa forzatamente spinta da questa immane sciagura. L'Amministrazione Comunale, con i cittadini, le Autorità Civili, Militari e Religiose ha fatto il possibile in primo luogo perchè nessuna vittima fosse registrata: ed ufficialmente ancora nessuna segnalazione di tal genere ci è pervenuta, poi perchè il concentramento delle popolazioni delle frazioni e conseguentemente l'esodo di tutta la cittadinanza avvenisse con regolarità e massimo ordine, inoltre cercando di curare al massimo il gravoso compito dell'approvvigionamento.
Ora che questo duro lavoro è stato compiuto, come ripeto, in leale collaborazione, sento il dovere di invitare l'on. Consiglio a persistere affinchè ancora si affrontino gli immensi e difficili problemi che ci stanno di fronte con quello spirito e con quelle concordi finalità di buoni intenti per la loro risoluzione tendente all'adempimento di un dovere conseguente alla sciagura e cioè quello della rinascita e della ricostruzione.
Più della parola modesta e semplice di chi è rimasto sul posto, ossequiente ad uno specifico mandato e all'osservanza di un preciso dovere, vale in questa occasione la espressione commossa di tutta la Cittadinanza e rendendomi interprete della stessa, da questa sede io la faccio pervenire a tutti i volonterosi e bravi che ci hanno aiutato e soccorso. Un ringraziamento ai miei diretti collaboratori, ai Consiglieri tutti del Centro o frazioni che si sono prodigati in ogni modo e con ogni mezzo nella tragica circostanza per il bene dei cittadini.
Interpretando il pensiero dell'On. Consiglio, il nostro fervido sincero ancora commosso ringraziamento a conosciuti e sconosciuti, a gente modesta e silenziosa, ad Enti ed Associazioni, ad Autorità di ogni genere che all'inizio del disastro con spirito di abnegazione e di fratellanza si sono prodigati per alleviare le sofferenze e per rendere meno triste e penosa la spaventosa situazione.
A chi è tornato in silenzio, a chi è rimasto per continuare la sua nobile attività, giunga unanime, da questo Consiglio l'espressione della nostra profonda e sincera riconoscenza.
Questo triste avvenimento, quale grande sciagura del nostro Polesine, resterà nella storia degli uomini e sarà pagina triste ai posteri per l'immensa portata ed entità del disastro; ma sarà anche una pagina di evidente, chiara dimostrazione di fratellanza e di emulazione di una gente laboriosa, salda ed onesta, ricca di antiche e gloriose tradizioni come la sua vetusta e bella città.
Per essa, oggi riunendo i rappresentanti della cittadinanza lontana e sparsa, l'Amministrazione comunale intende iniziare il grande e lungo lavoro di studio e applicazione per la sua ricostruzione.
Lo fa rinnovellando lo spirito di fraterna concordia che ci ha animato durante la sciagura e che ci deve riunire, rafforzato, durante tale lavoro.
Oserei chiamarlo un grido di dolore questo invito che io rivolgo oggi a tutte le forze democratiche del paese che è grande quanto immensa deve essere la speranza della gente del Polesine perchè essa ritorni al più presto in un regime di concordia e di pace tra i popoli, in una oasi di fertilità e di feconda attività.".
Sulla relazione del Sindaco viene quindi aperta la discussione. Nell'ordine e dopo chiesta la parola, avvengono i seguenti interventi:
Consigliere Bolognesi: si associa alle parole del Sindaco nelle quali rileva una profonda commozione per la sciagura alla quale hanno contribuito non solo la volontà della natura ma forse anche quella degli uomini. Ringrazia tutti coloro che hanno contribuito in viveri e in denaro estendendo il ringraziamento anche alla nazioni tutte che hanno inviato il loro aiuto. Affermiamo qui tutti, continua il Sen. Bolognesi, che se la furia delle acque ha travolto migliaia di vittime, rovinando tutto, demolendo case, annegando migliaia di capi di bestiame, distruggendo immense ricchezze, non ha però distrutto la nostra ferma volontà di ricostruzione. Anche nella disgrazia vi è stato un lato positivo, cioè quello di aver riunito il popolo italiano che si è fuso come uscente da un unico crogiuolo, unità questa che è fondamentale per il nostro paese e la nostra provincia. Il Sen. Bolognesi si dichiara inoltre rammaricato per la nomina avvenuta di un Commissario Straordinario nel Comune di Adria e chiede se ciò debba attribuirsi ad errori commessi del Sindaco. Non vede la ragione della presenza di un tale funzionario che toglie la libertà ad Enti eletti democraticamente.
Il Consigliere On. Costa: Pur pervaso da profonda commozione, che gli impedisce quasi il proseguire, si associa al Sindaco che ha espresso nella forma più nobile il pensiero di tutti. Aggiungere altre parole a quelle del Sindaco vorrebbe dire guastare tutto. Rivolge quindi un appello alla minoranza per una assoluta concordia nella ricostruzione. Tutti si devono battere perchè Adria viva. Lo vuole il popolo che oggi affolla l'aula Consigliare per sentire che cosa si intende fare perchè Adria risorga. Da parte mia, assicura l'On. Costa, dichiaro di aver già fatto una interpellanza alla Camera per sentire le sorti di Adria ed insisterò per aver un rappresentante governativo.
Il Cons. Zen Cesare si associa alle parole dell'On. Costa. Nel momento del pericolo tutti si sono sentiti riuniti per portare sollievo là dove era più forte la sventura. Si associa al Sindaco per ringraziare tutti coloro che hanno prestato il loro aiuto ed anche il Governo che ha portato un fattivo contributo. Ma la prima fase è passata ed ora ci troviamo di fronte ai gravi problemi della ricostruzione che bisogna decisamente affrontare. Sono problemi di carattere industriale e commerciale. Bisogna evitare che le industrie si fermino, che il commercio stagni. Necessita quindi di affrontare con immediatezza il problema delle comunicazioni con Corbola, della chiusura degli argini, dello sgomberare delle acque servendosi anche dei Consorzi locali ecc. Bisognerebbe anche facilitare il compito delle aziende con anticipi sui danni avuti, con prestiti a lunga scadenza, senza interessi ecc. Confida che i problemi tutti verranno affrontati dallo Stato con necessaria tempestività per evitare che la città di Adria muoia.
Consigliere Baruffaldi: si associa alle parole del Sindaco e parla con commozione della grave sciagura che ci ha colpito. Fa voti affinchè lo Stato metta a disposizione tutti i mezzi necessari per la sollecita ricostruzione e la ripresa della vita cittadina in modo che le famiglie possano riunirsi per evitare che la sciagura diventi più tragica. Fa voti sopratutto per la chiusura degli argini e ciò per evitare futuri pericoli di inondazione. Si associa altresì alla richiesta del Senatore Bolognesi e chiede al Sindaco il motivo per cui è stato nominato un Commissario Governativo, esautorando l'orgoglio dell'Amministrazione.
Consigliere Dr. Rizzi: si associa al ringraziamento per tutti coloro che hanno soccorso i fratelli colpiti dalla sciagura e principalmente al Governo, ai Militari, ai Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia e anche a quelli che ignorati silenziosamente hanno operato con spirito di abnegazione al salvataggio di persone e di beni. Ora si tratta, dice il Cons. Rizzi, di dare una impostazione precisa all'opera di rinascita e di ricostruzione di Adria, e cioè: 1° ritorno graduale di tutti gli appartenenti alle categorie produttive; 2° costituzione di un Ente o Comitato Governativo che abbia sede in Adria o almeno abbia in Adria un suo ufficio o rappresentante, che assicuri la tempestività e la diligenza delle opere di ricostruzione. Il Dr. Rizzi esprime le sue riserve per eventuali organismi provinciali in quanto essendo Adria la più colpita è giusto che sia il fulcro di ogni attività ricostruttiva. Nell'eventualità che si addivenga alla nomina di un Commissario per la ricostruzione delle zone colpite è giusto che Adria abbia un posto di preminenza.
Il Sindaco Tugnolo risponde e ringrazia tutti i Consiglieri intervenuti nella discussione e dà lettura del decreto di nomina del Commissario Straordinario assicurando che nessun appunto è stato fatto all'Amministrazione ed a lui personalmente in quanto l'opera di sfollamento e di approvvigionamento è avvenuta normalmente. Dichiara che ha fatto presente al Prefetto come sarebbe stato bene accetto un suo rappresentante in Adria ma non un Commissario Straordinario.
Risponde il Sen. Bolognesi il quale dichiara che avrebbe desiderato una diversa risposta per giustificare l'invio di un Commissario. Protesta a nome del suo gruppo e dichiara che farà una azione perchè si salvaguardino le prerogative del Sindaco, della Giunta e del Consiglio. Risponde inoltre al Cons. Rizzi dichiarando che è contrario alla costituzione di un Ente Governativo in quanto detti Enti diventano delle piovre a causa del loro grande apparato burocratico. Chiede infine che si preordini un ordine del giorno che affronti la questione delle falle dove risulta che lavorino poche decine di operai ritardando il ripristino degli argini. Il Sen. Bolognesi si dichiara inoltre lieto di portare il saluto degli alluvionati sfollati nelle varie città di Adria che lui ha visitato, i quali chiedono solamente di poter ritornare alle loro case il più presto possibile.
Il Cons. Rizzi richiede una maggiore obiettività nella discussione dei problemi e sopratutto una maggiore concretezza. Difende la nomina di un Commissario Governativo per la ricostruzione in quanto si tratta di spendere miliardi che deve dare lo Stato. Altresì non vede nessuna menomazione della dignità del Sindaco e del Consiglio nell'avvenuta nomina di un Commissario Straordinario, in quanto è giusto che lo Stato prenda parte attiva con i suoi funzionari al controllo delle spese straordinarie che si sono fatte e che si fanno.
Il Cons. Zen ritorna sui problemi della rinascita ed insiste sulla creazione di un organismo speciale che si interessi dei problemi di Adria.
Il Cons. Fenzi parla dell'urgenza della chiusura delle falle che, secondo lui, va troppo lentamente. Rileva che i nuovi argini vengono fatti a quota metri 8, mentre invece dovrebbero essere fatti a quota metri 10. Si preoccupa della strade di allacciamento specie quella unica attualmente esistente che dovrebbe essere salvaguardata con opere di sostegno.
Il Sen. Bolognesi insiste per la creazione di un Ente tecnico-idraulico che studi i problemi per la sistemazione del Po.
Il Sindaco Tugnolo dichiara, infine, esaurita la discussione della sua relazione, la mette ai voti risultando approvata all'unanimità. Il Sindaco, anche per preghiera di tutti i Consiglieri, sospende la seduta per 5 minuti per dare adito alla preparazione di un ordine del giorno da approvarsi col secondo oggetto della discussione.