Mercoledì 14 novembre 1951
(Dal "Il Gazzettino" del 15 novembre 1951, estratto da articolo di Luciano Bergamo)
Alle 20 di questa sera, per tre grandi falle negli argini maestri del Po, prodottesi nella zona di Occhiobello, valanghe di acqua si riversarono nell'Alto Polesine, progressivamente allagando tutta la zona che, tra il Po, la fossa di Polesella e il Canal Bianco, si estende per 40 mila ettari, migliaia e migliaia dei quali già con il grano germinato, verdissimo e promettente.
Il Po che in tale zona, a monte di Pontelagoscuro, aveva tracimato alle 14.05, rendendo vane le opere di emergenze costruite durante la notte e la mattinata (...) riusciva ad aprirsi la via verso la bassa campagna con larghe falle in località Mercantone e in località Bosco di Occhiobello (tra questo paese e Santa Maria Maddalena, di fronte a Pontelagoscuro) e ad un chilometro a valle di Santa Maria, in località Vallone di Canaro; brecce enormi incontenibili, l'ultima di circa 150 metri di ampiezza.
Il grande panico che, fin dalle prime ore del pomeriggio aveva preso le popolazioni, si è tramuto in disperazione; nella notte ormai fonda, si infittivano le file interminabili di gente in fuga con appena qualche striminzito fagotto, o con niente, o anche con meno di niente, appena vestita a mezzo tanto era stato lo spavento e l'impulso della fuga immediata.
L'acqua in volume tale da determinare a valle una immediata diminuzione di 10 centimetri del livello del fiume (livello che a Polesella a quella ora aveva già superato di circa 80 centimetri quello della massima piena che si ricordi, verificatasi nel 1928) si spandeva fortunatamente frenata da una immensa rete di canali e di argini (...)
Da Canaro, da Vallone, da Garofolo, da Frassinelle e da altre località più vicine affluivano intanto a Rovigo a centinaia e centinaia gli alluvionati, spaventati piangenti (...)
Si attendevano entro la notte duemila alluvionati, mentre altre migliaia dai comuni di Castelmassa, Melara, Bergantino, Pincara, ecc. venivano avviati verso il territorio mantovano e veronese e altri verso i comuni oltre Canal Bianco.
Impossibile valutare l'immensità del danno; il Polesine vive ore tremende e alle migliaia di alluvionati del Delta Po si aggiungono ora queste altre migliaia che tutto rischiano di perdere.
Non si hanno finora segnalazioni di disgrazie umane. All'interruzione del traffico sulla statale n. 16 da Rovigo a Ferrara, attuata fino da ieri mattina, alle 17 è seguita anche quella dei servizi ferroviari sulla Rovigo-Bologna poiché il transito sul ponte ferroviario di Pontelagoscuro e lungo la zona alluvionata, da Canaro a Occhiobello, è impossibile.
Tutti gli autoservizi in partenza verso sera dal capoluogo per i paesi della provincia sono stati requisiti: a Rovigo sono perciò rimaste bloccate anche molte persone che non hanno potuto raggiungere la loro residenza in provincia. Per tutta la notte si sono uditi ancora, lontano, sonare a stormo i campanili delle parrocchie, ai bordi della grande pianura inondata.