Martedì 13 novembre 1951
L'innalzamento del livello delle acque del Po, conseguenza delle precipitazioni
intense e continue che da giorni interessano l'Italia settentrionale ed in particolare
il bacino imbrifero del grande fiume, suscitano viva preoccupazione nelle zone
rivierasche del medio e basso corso. Il mare non riceve ed il Po supera
il livello di guardia. Alle ore 8.00 del 12 novembre viene invasa
dalle acque l'isola di Polesine Camerini nell'estremo Delta e circa 3.000
persone devono sfollare.
La cronaca locale di quei giorni così
descrive la situazione nelle zone situate nel corso inferiore del fiume.
(Estratto dal "Gazzettino di Rovigo" di giovedì 15 novembre 1951)
Nel Basso Polesine la situazione permaneva anche ieri quasi stazionaria mentre il livello dell'acqua subiva alternative di deflusso ed aumento in corrispondenza del moto di marea, alta anche ieri nell'Adriatico, ed ostacolante così, a periodi, il defluire del Po.
Purtroppo anche nella zona del Delta era temuto un peggioramento della situazione per la sempre più imponente massa d'acqua giungente dal corso superiore del fiume e tutte le speranze riposavano in una maggiore ricettività del mare.
Ovunque sotto la direzione dei tecnici del Genio Civile sono continuati i lavori di riparazione e rinsaldo di argini, di tamponamento di infiltrazioni e neutralizzazione di fontanazzi.
Intensa e continuata l'opera dei vigili del fuoco, dei carabinieri, dei barcaioli per il trasporto di evacuati, specie dall'isola Camerini da dove però una notevole parte della popolazione, benché con l'isola tutta allagata, continuava a rifiutarsi di evacuare intendendo rimanere a sorveglianza ciascuno del proprio tesoro: il risone già raccolto, il frumento per il pane di tutto l'anno. (...)
L'aumento di volume, nelle ultime 24 ore, del corso del Po ha causato altri allagamenti. (...)
Preoccupante la situazione nel bacino di Cavanella Po dato l'accertamento di infiltrazioni: qualche preoccupazione per il metanodotto che attraversa Villaregia.
A Corbola ( ...) le acque del Po, tracimando prima e sfondando di poi gli arginelli di sostegno, sono penetrate nella grande golena sommergendo 80 campi. Ventiquattro famiglie che si trovavano nell'ex colonia fluviale, salite al primo piano, hanno preferito non abbandonare lo stabile e il sindaco ha provveduto a mantenere i collegamenti, per il rifornimento, con delle barche.
Altre 14 famiglie, per l'invasione della golena a valle del ponte di Corbola sono state evacuate e sistemate nelle scuole e nell'ex casa di ricovero (...)
Da S. Maria ad Ariano (...) tutti gli abitanti con ogni loro roba e bestiame, si sono trasferiti lungo la strada (...)
Ovunque si possono vedere masserizie accatastate, derrate della riserva familiare, bestiame, ecc. sotto la protezione dei capifamiglia armati del fucile da caccia.(...)
Impossibile per ora una stima dei danni che indubbiamente sono, per tutto il Polesine, dell'ordine di molte centinaia di milioni. Basti dire che nella zona del Delta basso polesano oltre 5500 ettari di terreno sono stati sommersi: 1980 a Polesine Camerini con oltre un centinaio di questi a grano già germinato, ed ora coperti tutti in gran parte d'acqua di mare con danno gravissimo anche futuro alle culture.