La Sala Risorgimentale,ospitata nel Palazzo Cordella (Corso Vittorio Emanuele II n.35), è stata allestita con le varie testimonianze del periodo risorgimentale appartenenti all'Amministrazione Comunale, raggruppate per lo più in alcune bacheche tematiche.
La Sala, inaugurata nel 1995, è visitabile su appuntamento rivolgendosi al personale della Biblioteca.
Contiene:
- due stampe riportanti le sentenze emesse nel 1821 da tribunali del Regno Lombardo-Veneto nei confronti di patrioti polesani e di altre regioni dell'Italia settentrionale: spiccano qui i nomi di Silvio Pellico e Piero Maroncelli, condannati nel tristemente noto carcere dello Spielberg;
- alcune piccole stampe relative alla prima guerra d'indipendenza (1848-49): rilevante è il decreto emanato da Daniele Manin, presidente del Governo provvisorio della Repubblica veneta, per l'arruolamento di volontari;
- vari documenti del 1866, che ricordano, tra l'altro, il plebiscito al quale furono chiamati i cittadini veneti per decidere l'adesione al Regno del Piemonte;
- due stemmi di Adria, probabilmente del XVIII secolo e finemente ricamati, raffiguranti il Castello, simbolo della città, che qui assume una forma assai diversa da quella attualmente in uso;
Bacheca della Bandiera
Contiene i resti della bandiera dell'Associazione Volontari Adriesi del 1848-49. Il tricolore, come testimoniano due piccole stampe poste a destra della bacheca, fu cucito nel 1874 da alcune signore adriesi in occasione della fondazione dell'Associazione.
Bacheca delle Divise
Contiene alcuni berretti, giacche, corsetti, medaglie e foto dei patrioti adriesi Abbondio Cimante, Pietro Pegolini, Tommaso Marani, Domenico Sampieri e Vincenzo Smorgoni
Bacheca delle Armi
Contiene fucili databili dal XVIII agli inizi del XX secolo, armi bianche e una granata.
Vetrinetta di Ciceruacchio
Contiene cimeli (coccarde, guaine, stoffe, frammenti di gallette, ecc.) e alcuni resti umani del gruppo di patrioti guidati dal capo popolo romano Angelo Brunetti detto Ciceruacchio.
Il 3 luglio 1848, 2000 patrioti romani, guidati da Garibaldi, abbandonarono Roma incalzati dai francesi e tentarono di raggiungere Venezia, che ancora resisteva agli austriaci. Giunti nei pressi del Po, Garibaldi e la maggior parte del gruppo si diresse via mare verso la città lagunare, mentre un manipolo di undici persone, guidate da Ciceruacchio, nella notte fra il 9 e il 10 agosto 1848, attraversarono il fiume approdando a Ca' Tiepolo.Qui vennero arrestati dagli austriaci e fucilati sul posto.I corpi vennero sepolti dapprima sull'argine del fiume e successivamente composti nel cimitero del paese.
Dopo l'unificazione nazionale, Giuseppe Garibaldi inviò il figlio Menotti con lo scopo di recuperare i resti degli amici e di portarli al Gianicolo a Roma.
La traslazione avvenne con una grande cerimonia e alcuni resti, quelli custoditi in questa vetrinetta, vennero donati all'Associazione dei Volontari 1848-49.
Con lo scioglimento dell'Associazione, come prevedeva lo Statuto, i resti passarono al Comune di Adria.
Altro Materiale
Nella sala sono custoditi inoltre:
- i busti di Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi;
- una stampa riportante i nomi dei cittadini adriesi che parteciparono alle guerre di Indipendenza e alla spedizione dei Mille;
- una stampa con Vittorio Emanuele II, Garibaldi, Cavour e Mazzini.